APPROFONDIMENTI

Prodotti alimentari e illuminazione

È importante che il tipo di luce e il modo in cui questa viene distribuita riescano a esaltare le caratteristiche degli alimenti e a trasmettere quella sensazione di freschezza e qualità che ci attira quando facciamo la spesa

Partiamo da alcune considerazioni fondamentali e vediamo perché è importante sapere come illuminare il cibo all’interno di un locale commerciale.

  • Innanzitutto, illuminare il cibo in modo adeguato significa renderlo più appetibile e dunque avere un maggiore ritorno economico.
  • È molto importante presentare il prodotto nel modo corretto sia in termini di disposizione che di illuminazione. D’altronde, si compra con gli occhi anche ciò di cui ci nutriamo. E ci nutriamo più volentieri quando percepiamo di aver fatto un acquisto più sicuro.
  • Se un negoziante decide di proporre alimenti di buona qualità per differenziarsi dalla concorrenza, può accelerare il suo ritorno d’investimento aiutando il cliente a percepire tale valore presentando e illuminando correttamente i prodotti.
  • Illuminare in modo adeguato non significa illuminare tanto ma illuminare con la luce giusta e disposta nel modo corretto.
  • Non è necessario aspettare di dover compiere una ristrutturazione globale del negozio per installare le fonti luminose giuste.

Anche se sul mercato si trovano con maggiore frequenza delle soluzioni pensate per andare bene al maggior numero possibile di settori e di clienti, in realtà esistono diversi produttori di lampade destinate in modo specifico all’ambito del Food Retail.

A ogni alimento la sua luceUn’illuminazione adeguata sui cibi è in grado di scatenare determinate reazioni emotive degli acquirenti. È importante che il tipo di luce e il modo in cui questa viene distribuita riescano a esaltare le caratteristiche degli alimenti e a trasmettere quella sensazione di freschezza e qualità che ci attira quando facciamo la spesa. Pensiamo, soprattutto, ai banconi colmi di frutta e ortaggi. Ma lo stesso dicasi per i prodotti da forno, la cui fragranza può essere valorizzata grazie all’impiego di luci che ne esaltino le tonalità più calde evitando però di riscaldare e seccare i cibi.  Un discorso simile vale anche per i negozi che vendono carni e salumi, prodotti per i quali è necessario scegliere fari e dispositivi dalle tonalità trasparenti per esaltare il colore naturale dei cibi e che non raggiungano temperature troppo elevate che potrebbero deteriorarli.

I vantaggi dell’illuminazione a LED nei negozi Fooddispositivi a LED rappresentano la risposta giusta alle esigenze di un ambito articolato come quello del Food. Le lampade a LED donano, infatti, una resa cromatica elevata con una bassa emissione di raggi infrarossi e UV e, inoltre, rappresentano una fonte luminosa a risparmio energetico. Per le sue caratteristiche, inoltre, la tecnologia a LED consente di mantenere il comfort visivo e, quindi, di preservare la salute delle persone, pur vivacizzando i colori delle merci.  Per attirare i clienti è bene che ogni categoria di prodotti venga illuminata dalla fonte luminosa giusta. Ad esempio, un faro a LED con una temperatura di circa 3.000 k può rappresentare la soluzione ideale per un banco di gastronomia; la temperatura più elevata, circa 4.000 k può esaltare il colore naturale di frutta e ortaggi; ancora, scegliere un dispositivo LED con temperatura sopra i 6.000 k permette di dare risalto alle tonalità chiare del banco surgelati. In sintesi, la luce a LED permette di valorizzare le caratteristiche fisiche dei cibi (ad esempio la morbidezza), ravvivarne i colori pur mantenendoli naturali e agevolare così le scelte di acquisto dei clienti del negozio.

Come illuminare il cibo, gli errori da non fare

  • Evitare di usare fari molto potenti per illuminare il banco della carne, del pesce o della frutta, o il rischio è quello di abbagliare il cliente e farlo fuggire il prima possibile. Inoltre, una luce troppo forte può dar fastidio a chi lavora. Il comfort visivo va invece sempre protetto e tutelato. In tutto questo, scegliere con attenzione come posizionare e come inclinare la luce è determinante.
  • Come abbiamo visto, non bisogna considerare solo quanta luce si utilizza ma anche il tipo di resa cromatica, altrimenti, si rischia di compromettere la percezione dei colori naturali del prodotto.
  • Se la luce è posizionata e orientata in maniera scorretta il cliente che si avvicina al banco per scegliere quale prodotto acquistare potrebbe generare un effetto ombra che non gli permetterebbe di osservare bene la merce di suo interesse.
  • Una luce potente ma distribuita in modo troppo uniforme sui prodotti appiattisce l’esposizione. Il segreto è quindi far sì che alcune parti rimangano meno illuminate per poter valorizzare al meglio quelle illuminate. L’occhio ha infatti bisogno di percepire una sorta di alternanza che aiuti il cervello a decifrare in poco tempo l’oggetto che gli si pone davanti. Per questa ragione, l’illuminazione di serie che si trova solitamente all’interno dei banchi refrigerati potrebbe non essere adeguata e sufficiente, in quanto è quasi sempre una fonte piatta e lineare come uno strip led.
  • I fari più comunemente disponibili sul mercato sono pensati per gli ambienti domestici o, al limite, per i negozi non alimentari. Le fonti luminose sono quindi tarate su colori e materiali completamente diversi da quelli tipici dei cibi, per i quali, come abbiamo visto, è consigliato utilizzare fonti specializzate.

Oltretutto, ogni categoria di alimenti avrebbe bisogno di una fonte luminosa specifica. Tuttavia, se il negozio non è specializzato, è di piccole dimensioni oppure presenta diverse tipologie di alimenti, è possibile ricorrere a dispositivi di illuminazione più trasversali, che si adattano quindi a diverse tipologie di cibi.

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